L'ultima Ordinanza riguarda il DURC di "congruità": altra burocratizzazione della ricostruzione sulle "spalle" dei tecnici

L'ordinanza n. 58 del 4 luglio scorso recepisce l'accordo siglato lo scorso febbraio tra il Commissario, INAIL, INPS, Presidenti delle Regioni - Vicecommissari e parti sociali del settore edile - SENZA CONVOCARE I TECNICI, quelli che dovranno materialmente fare quello che questi hanno detto - per garantire la regolarità dei pagamenti ai lavoratori coinvolti nella ricostruzione. 

Oltre al Durc che attesta la regolarità contributiva (Durc on line), alle imprese esecutrici degli interventi di ricostruzione è richiesto il Durc di congruità. Il documento, rilasciato dalla Cassa Edile competente in base al territorio, attesta che l’incidenza della manodopera impiegata dall’impresa per l’esecuzione dell’intervento è congrua rispetto all’importo delle opere da eseguire o eseguite.
 
Il Durc di congruità è richiesto anche nei lavori di ricostruzione privata che beneficiano di contributi superiori a 50mila euro.
 
Il calcolo del costo e dell’incidenza della manodopera, effettuato in base ai criteri contenuti nell’Allegato 2 deve essere eseguito in occasione della presentazione del progetto, degli stati di avanzamento lavori e dello stato finale.
 
Nella valutazione bisogna innanzitutto individuare il costo della manodopera di progetto, cioè la somma dei prodotti ottenuti moltiplicando il costo minimo della manodopera associato ad ogni lavorazione, comprese quelle per la sicurezza, per la quantità della lavorazione stessa prevista dal progetto.
 
Si può quindi calcolare l’incidenza della manodopera di progetto come il rapporto percentuale tra il costo della manodopera di progetto e l’importo complessivo del progetto (computo lavori più computo costi della sicurezza). Tale incidenza è di riferimento per il rilascio del Durc congruità al momento del SAL finale.

Una sorta, quindi, di "certificazione aggiuntiva" rispetto al DURC on Line e, diversamente da quest'ultimo, può essere rilasciato sola dalla Cassa Edile territorialmente competente (mentre il normale "durc on line" continua a essere rilasciato da Inps e Inail, oltre che dalla Cassa Edile).

Il documento ha uno scopo preciso: quello di verificare la congruità - appunto - del costo della manodopera rispetto all'intervento in cui viene impiegata. Il costo della manodopera viene calcolato in base ai versamenti fatti dall'impresa alla Cassa edile relativamente a un singolo cantiere ben individuato. La congruità - o meglio l'indice di congruità che la cassa edile deve verificare - emerge dal rapporto tra il costo dell'intervento e il costo dei contributi versati alla cassa edile: più i versamenti fatti alla cassa edile sono sproporzionatamente inferiori rispetto all'importo dell'intervento e più emerge il reclutamento irregolare degli addetti in cantiere

Hanno "reinventato" il modo per permettere la sussistenza delle Casse Edili che, con la crisi edilizia crescente in Italia, stavano soccombendo ai pochi "profitti" maturati dai corrispondenti versamenti fatti alla stessa. Infatti, molti non sanno che non e' per tutti obbligatorio essere iscritti alla CASSA EDILE .... ora non più!!!

La verifica avviene in vari momenti. Negli appalti pubblici «l'incidenza della manodopera viene determinata in sede di progetto e, successivamente, in occasione di ogni Sal e del Sal finale». Nei lavori privati di «ripristino con miglioramento sismico o di demolizione e ricostruzione» il calcolo viene fatto «in sede di progetto e, successivamente, in occasione della seconda e dell'ultima erogazione del contributo». Nei lavori privati di riparazione e rafforzamento locale (ordinanze nn. 4 e 8 del 2016) l'incidenza della manodopera viene determinata «in sede di progetto e, successivamente, in occasione di entrambe le due erogazioni (intermedia e finale)». 
Il direttore dei lavori ha anche un margine di manovra per modificare l'indice di congruità: «Per tenere conto di particolari condizioni del cantiere o di realizzazione dell'opera - si legge al punto 8 del protocollo - può motivatamente ridurre l'incidenza della manodopera come determinata ai sensi del precedente punto 5, per non più del 15%».
Il protocollo indica anche una ipotesi di esito negativo. «Nel caso di mancato rilascio del Durc congruità, l'ordinanza di recepimento del presente accordo stabilirà modalità e procedure per la regolarizzazione che comunque dovrà avvenire entro 30 giorni dalla relativa comunicazione».

Nella sostanza si tratta di ULTERIORE LAVORO PER I TECNICI IMPEGNATI NELLA RICOSTRUZIONE i quali si troveranno altre incombenze da determinare per conto di "altri" non direttamente interessati alla Ricostruzione. Come dire, "aiutiamo" con il nostro lavoro anche altri impiegati che "sopravvivono" sui veri lavoratori.

Più che una "sicurezza" per la retribuzione corretta dei lavoratori questa vicenda "sembra" l'ennesima "gabella" sulle spalle dei tecnici a vantaggio dei "soliti burocrati".

Quello che più sconcerta è che all'ottima intenzione (quella di dare sempre più garanzie ai lavoratori) si arrivi con il lavoro di "altri lavoratori" ( i tecnici, sempre loro) senza che questi vengano pagati per lo "scomodo". Un lavoro, tra l'altro, che renderà sicuramente per tutte le imprese OBBLIGATORIA l'iscrizione alla Cassa Edile (altro balzello da sostenere) e, magari, comporterà l'assunzione di qualche "nuovo" operatore in quegli uffici. Creando, così, nuova occupazione a danno di altri "lavoratori" = i soliti tecnici. 

Se a voi pare normale .....

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