REVOCA DELL'ORDINANZA N. 58 (DURC DI CONGRUITA') O RICORSO AL TAR

Come già ampiamente riportato nel testo dell' 11 luglio scorso ci sono molti motivi di ILLEGITTIMITA' contenuti nell'Ordinanza n. 58 del 4 luglio 2018 firmata dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione On. Paola De Micheli che sconcertano e disorientano i professionisti impegnati nella ricostruzione post sisma.

Questi motivi sono contenuti in una ISTANZA DI SOSPENSIONE dell'Ordinanza n. 58/2018 stessa (annullamento in autotutela) che la RETE DELLE PROFESSIONI TECNICHE a livello NAZIONALE (dove sono presenti i Presidenti Nazionali degli Ordini degli Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti e tutte le altre professioni tecniche) ha chiesto al Commissario Straordinario per la Ricostruzione, On. Paola De Micheli il 1 agosto scorso. Diversamente, trascorsa la data del 31 agosto p.v. si procederà per le vie legali a tutela dei diritti di tutti i professionisti davanti le Autorità giurisdizionali competenti (TAR).

Nella lettera, che si allega alla presente, con il testo del comunicato stampa, sono indicati i vari Motivi di ILLEGITTIMITA' GENERALE, come quella di ridefinire, quasi "riorganizzare", la figura del DIRETTORE DEI LAVORI attribuendogli funzioni ispettive e certificatorie NON PREVISTE DA FONTI NORMATIVE, come la prevista VERIFICA DI CONGRUITA' DELL'INCIDENZA DELLA MANODOPERA IMPIEGATA DALL'IMPRESA NEL CANTIERE INTERESSATO DAI LAVORI (DURC di congruità). Ciò, senza alcun supporto degli Ordini Professionali direttamente interessati, mentre, invece, è chiaro che tali compiti sono attribuiti esclusivamente alla CASSA EDILE competente per territorio. Inoltre, tali "nuovi" compiti non sono previsti tra quelli indicati nel "contratto-tipo" adottato con l'Ordinanza n. 12/2017, non prevedendo la remunerazione di queste nuove attività ispettive e certificatorie introdotte a carico dei Direttori dei Lavori. La gravità è ancora maggiore laddove tale nuova attività si presenta DIFFORME DA QUELLE PREVISTE NEL CONTRATTO - TIPO comportando, quindi, la cancellazione del professionista dall'Elenco Speciale di cui all'art. 34 del D.L. n. 189/2016 e la revoca ovvero il non riconoscimento del contributo previsto dal medesimo articolo 34.

Vi sono anche motivi di ILLEGITTIMITA' "SPECIALE", atteso il fatto che vi sono molte incongruità nel testo dell'Ordinanza in questione, uno tra tutti quello del presunto "controllo" e consegente responsabilità sulla congruità del DURC per i lavori che  NON RIENTRANO nel campo di applicazione del Contratto Collettivo Nazionale Lavoratori dell'Edilizia mentre è chiaro e certo che non tutti i lavoratori impegnati nei cantieri edili in generale, ed in quelli della ricostruzione post sisma 2016 in particolare, hanno questo tipo di contratto. Ne consegue che la Direzione Lavori non ha una specifica conoscenza e competenza nell'organizzazione delle fasi di costruzione in un cantiere. Tale pretesa è, inoltre, estesa alla "CERTIFICAZIONE", per le imprese sub appaltatrici e per il lavoratori autonomi, della presenza di manodopera in cantiere ed il costo minimo della stessa per i lavori eseguiti. Per non farci mancare nulla tale "certificazione" è stata resa essenziale, nella citata Ordinanza 58/2018, per l'erogazione del contributo per la ricostruzione, rendendola nei fatti una sorta di "norma capestro".

A questo proposito la RTP NAZIONALE, Rete delle Professioni Tecniche, ha chiesto all' On. De Micheli la SOSPENSIONI DELL'ORDINANZA N. 58/2018 ENTRO E NON OLTRE IL 31 AGOSTO P.V. Diversamente, per tutelare i propri professionisti si procederà con il ricorso al TAR.

Noi abbiamo rilevato altre INCONGRUENZE, sollevato DUBBI su altre questioni contenute nella medesima Ordinanza: soprattutto sul nuovo ELENCO PREZZI del CRATERE. In questo sono riportati i "soli" costi della manodopera per ogni voce in elenco tralasciando, invece, l'incidenza della sicurezza. Come se questa, la sicurezza, sia "inferiore" come valore ai soldi. Questa, almeno, è l'impressione che si ha, leggendo il nuovo E.P. Fattostà che ancora oggi i tecnici devono redigere a mano i costi per la sicurezza "approssimando" le cifre alle percentuali del prezziario della Regione Marche.

Sempre su questo argomento, facciamo notare come non siano stati previsti i costi per la "messa in sicurezza" del cantiere prima dell'inizio dei lavori stessi. Se l'edificio è danneggiato si dovrà, ad esempio, provvedere ad un puntellamento o sostegno, almeno di qualche parte o porzione che presenta dei rischi di crollo, per far accedere i lavoratori in sicurezza nel cantiere. Sicuramente non servirà per tutti i cantieri, ma quelli che al momento sono tutti puntellati all'esterno? Quale situazione si presenterà all'interno?

Inoltre, si sono riscontrate delle FORTI ANOMALIE in seno al principio di "libera concorrenza di mercato", nonché di garanzia dei principi di efficienza, efficacia ed imparzialità della pubblica amministrazione. Nei fatti, alcuni prodotti necessari agli interventi di riparazione dei danni e rafforzamento locale "sembrano" avere delle caratteristiche e delle "certificazioni" talmente ben definite da suscitare qualche dubbio sulla reale "libera concorrenza di mercato". Rimandiamo, comunque, questo approfondimento ad un prossimo intervento non appena approfondite le necessarie ricerche.

Ancora una volta, i preposti alla RICOSTRUZIONE si sono mostrati INSENSIBILI ai reali bisogni dei territori colpiti dal sisma, IRRISPETTOSI dei veri protagonisti tecnici della ricostruzione, IGNORANTI delle normative da essi stessi precedentemente emanate e, di conseguenza, INCAPACI di rendere operativa la ricostruzione che, nei fatti, NON E' ANCORA PARTITA.

 

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