ALTRA "TEGOLA" SULLA RICOSTRUZIONE, UFFICI SENZA PIU' PERSONALE

Nell'ambito del Rinnovato quadro della Struttura Commissariale per la Ricostruzione Sisma 2016, avvenuto alla fine del 2018, cui guardiamo con rinnovata fiducia, dopo due anni di totale mancanza di confronto istituzionale con le professioni che operano direttamente nella ricostruzione, non possiamo rimanere indifferenti al caos oggi presente negli Uffici Speciali per la Ricostruzione, per la mancanza di personale.

Infatti, come molti già sapranno, a fine dicembre 2018 scadevano i contratti, stipulati nel 2016 e nel 2017, dall'allora commissario Errani con Fintecna ed Invitalia (Ordinanza n. 2 del 10.11.2016 - Ordinanza n. 49 del 26.02.2017), così come quelli dei dipendenti distaccati presso l'USR da altre Amministrazioni pubbliche. Inoltre, agli oltre 700 tecnici assunti a tutti i livelli nelle varie amministrazioni per il Sisma 2016, sono da aggiungere le ultime decine di professionisti assunti con contratti "interinali", appena due mesi fa. Per questi ultimi, il rinnovo, tramite contratto tra Regione Marche e Adecco (L'agenzia che nella nostra Regione ha vinto l'appalto pubblico), dovrebbe avvenire la prossima settimana per poter, quindi, tornare in servizio entro metà gennaio. Per gli altri, invece, la procedura appare più complessa. Infatti, con l'approvazione nell'ultima legge finanziaria avvenuta il 31 dicembre scorso, di due articoli dedicati (art. 142-octiesdecies  e  art. 593, che si allegano alla presente), si potranno rinnovare i contratti con le varie agenzie e le tante amministrazioni pubbliche. Questi contratti, però, dovranno seguire il tortuoso iter burocratico di molteplici approvazioni al punto che, forse, la maggioranza dei tecnici potranno tornare a visionare le pratiche per la ricostruzione non prima di metà febbraio prossimo.

Non possiamo non essere sgomenti di fronte all'ennesima dimostrazione di mancanza di affidabilità, insensibilità ed indifferenza  di una classe dirigente e politica a dir poco "schizofrenica", che dimostra sempre più una scarsa adesione alla realtà, lasciando senza lavoro e prospettive centinaia di tecnici e relative famiglie.

Non abbiamo più le  parole per denunciare il trattamento a cui sono sempre più soggetti i tecnici, siano essi pubblici o privati.  Assistiamo ultimamente a riunioni su riunioni per  difendere i diritti dei lavoratori che sono e saranno impegnati nella ricostruzione (vedi Durc di congruità) ma si è colpevolmente assenti ed indifferente verso i tantissimi tecnici che a questi lavoratori devono dare "costrutto", sostanza, cioè progetti reali su cui lavorare e, quindi, sicurezza su e nel lavoro.

Non sappiamo più  quale strategia usare affinché a questo ennesimo "STOP..." si affianchi  il restante "... AND GO". Non abbiamo più parole per confortare i tanti nostri concittadini senza casa e spiegare loro le difficoltà in cui siamo costantemente chiamati ad operare.

Confidiamo, tuttavia, in uno scatto d'orgoglio, tipico italiano, in grado pazientemente di tramutare questi disservizi in opportunità di sviluppo. Noi architetti continueremo a "tessere la tela" della ricostruzione nella speranza che il 2019 porti in tutti noi, operatori nella ricostruzione, la disponibilità alla condivisione e a scoprire gli "altri" sotto una nuova luce di interdipendenza positiva e costruttiva.

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